Quanto mi piacerebbe arrivare la mattina a lavoro in uno di questi bizzarri veicoli: i vantaggi sono numerosi perché, rispetto a un’auto, consumano e inquinano meno, mentre rispetto a una moto…beh, non presentano l’inconveniente dei “capelli da casco”! Inoltre sono dei veri gioiellini di tecnica e desing; progettare e costruire una velomobile è una sfida continua: infatti, pur non dovendo progettare il motore, è necessario per i designer e i costruttori riuscire a contenere i pesi a fronte di una struttura che trasmetta nella maniera più efficace possibile la forza muscolare (bio-meccanica) e assicuri una posizione comoda e sicura per il pilota (ergonomicità e protezione attiva e passiva). Il tutto cercando di contenere i costi e, dunque, il prezzo finale per gli acquirenti.
Grazie alla posizione reclinata, il peso minimo e l’aerodinamica eccezionale, pedalare la velomobile richiede un’energia 3-4 volte inferiore rispetto a una bicicletta normale; questa maggiore efficienza energetica può essere convertita in termini di comfort, ma può essere anche utilizzata per raggiungere alte velocità e per percorrere distanze più lunghe: i ciclisti allenati possono facilmente mantenere una velocità di 40 km / h o più. La velomobile diventa così un’ottima alternativa all’automobile per medie distanze, specialmente in caso di maltempo.
Un velomobile offre due vantaggi in più rispetto ai normali tricicli reclinati, chiamati “recument bikes”. La carrozzeria protegge il pilota (e parti meccaniche) dalle intemperie e la forma aerodinamica della carrozzeria migliora ulteriormente l’efficienza del veicolo, con risultati spettacolari. Infatti, per definizione, le velomobili sono costruite per la velocità: la carrozzeria offre un netto vantaggio soprattutto a velocità più elevate, a partire da 20 a 25 km / h (12,4-15,5 mph), perché quasi tutta l’energia prodotta dal ciclista viene incanalata per vincere la resistenza dell’aria. A causa della posizione eretta, l’aerodinamica di un ciclista su una normale bicicletta è deludente, mentre quella di una velomobile è ideale per superare l’attrito con l’aria.

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