Pubblicità

mercoledì 28 novembre 2012

Pannelli Solari: Eni Sfida La Cina





Dopo 5 anni di ricerca una vera e propria rivoluzione potenziale nel settore
Eni ha inaugurato solo ieri nella sua sede romana la prima pensilina fotovoltaica dimostrativa sviluppata sulla base di una nuova tecnologia di sfruttamento dell'energia solare che consente di generare energia elettrica attraverso concentratori solari luminescenti. L'impianto, che sara' utilizzato come laboratorio all'aperto per testare il comportamento dei nuovi dispositivi, e' dedicato al parcheggio di mezzi per la mobilita' elettrica.

I nuovi «concentratori solari luminescenti» disperdono, su una lastra tipo plexiglass, coloranti fluorescenti che assorbono una parte della luce solare e poi la emettono all’interno della stessa lastra. La radiazione viene condotta verso piccole celle solari sistemate lungo i bordi che la trasformano in energia elettrica.

I «concentratori solari luminescenti» sono un primo passo operativo su questa strada. Sono più efficienti dei modelli tradizionali, producono anche con poco sole, non hanno bisogno di una inclinazione particolare e possono stare anche in verticale.

Come utilizzare questi nuovi «concentratori solari luminescenti»?
Si va dall’impiego nell’edilizia per finestre o facciate, alle e barriere insonorizzanti lungo strade e autostrade alle pensiline degli autobus», che da oggetti passivi diventano produttori di elettricità.
Come dire: trasformando il vecchio palazzo in una moderna centrale elettrica. C’è, ma non si vede.
Quali sono i tempi per l'arrivo sul mercato dei «concentratori solari luminescenti»?
"Lavoreremo per farlo diventare un prodotto commerciale. Son serviti 5 anni dall'inizio della ricerca, tempi ottimi, e ora ci diamo un anno di tempo per avere le idee piu' chiare sui miglioramenti da apportare, sui costi e sulle applicazioni", spiega Giovanni Milani, presidente e amministratore delegato Enipower, dopodiche', aggiunge, serviranno "un 24 mesi" per un'ipotesi di commercializzazione.

La tecnologia degli Lsc offre vantaggi potenziali significativi rispetto ai tradizionali pannelli al silicio e ai concentratori solari basati su specchi o lenti. Le lastre, infatti, sono in grado di catturare sia la radiazione solare diretta che quella diffusa, risultando efficienti anche in condizioni di cielo nuvoloso e la loro installazione non pone problemi di orientamento. Sono inoltre costituite da materiali a basso costo e consentono di ridurre significativamente la superficie di silicio utilizzata a parità di potenza. Infine, possono essere utilizzate per realizzare pannelli fotovoltaici trasparenti e finestre fotovoltaiche, rendendo la nuova tecnologia ideale per il suo impiego negli edifici o altri contesti adeguati.

La pensilina fotovoltaica Eni è basata su una tecnologia e materiali innovativi sviluppati presso il Centro ricerche per le energie non convenzionali - Istituto Eni Donegani di Novara, uno dei più importanti centri di ricerca industriale in Italia dedicato alle fonti energetiche non convenzionali, comprese fonti rinnovabili come, l’energia solare e le biomasse. Al progetto partecipa anche Enipower, società Eni che opera nella generazione di energia elettrica e nella produzione e commercializzazione di celle e moduli fotovoltaici, e che ha l’obiettivo di sviluppare il progetto fino alla sua industrializzazione.

Quali sono i colori studiati per questi pannelli solari Eni?
I colori possibili sono numerosi. "Non c'è solo il giallo, hanno depositato 13 richieste di brevetti per altrettanti colori, e c'è una relazione tra il colore e l'energia prodotta". Nello specifico, "più è scuro e più energia produce- dice il direttore Ricerca e innovazione tecnologica Eni- anche la lastra completamente trasparente produce energia, ma è quella che renderà meno, mentre una del tutto opaca garantirà il massimo dell'utilizzo della radiazione solare", ma non è trasparente.

Quale sara' la copetura degli edifici con i prodotti Enipower?
"Un palazzo può diventare da 'passivo' ad 'attivo' sostituendole con questi elementi- dice Milani- senza modificarne la struttura". Il tutto "con costi più bassi, efficienza più alta e senza rubare terreno all'agricoltura, e facendo in modo che sia economicamente sostenibile senza cercare incentivi", conclude.



Nessun commento:

Posta un commento