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lunedì 26 dicembre 2011

Dragon Quest X




Il videogiocatore è un animale abitudinario, affezionato ai suoi brand preferiti, a luoghi, personaggi e avventure che si ripetono nel tempo, e questo è particolarmente vero per la sottocategoria costituita dagli amanti dei giochi di ruolo.
Se a Skyrim domani sbarcassero navicelle aliene, siamo sicuri che in molte piazze del mondo amanti del fantasy insorgerebbero, tanto quanto se dal prossimo episodio la saga MegaTen si tramutasse in uno sparatutto con visuale isometrica.
Immaginate lo sgomento della fanbase quando, ormai più di un anno fa, Square Enix annunciò che avrebbe portato la popolarissima saga di Dragon Quest (che, lo ricordiamo, in Giappone è assai più amata e rispettata di quella di Final Fantasy) online, quasi a farne un MMORPG.

Il rischio e le potenzialità del cambiamento
Inizialmente, con la collaborazione delle migliaia di siti internet dedicati alla nobile arte videoludica sparsi per la rete, si diffuse la voce, che oggi sappiamo essere infondata, di un titolo esclusivamente votato al multiplayer e alle modalità online, che non avrebbe concesso la fruizione solitaria dell'universo disegnato da Akira Toriyama se non in compagnia di altri giocatori umani.
Le reazioni, inutile dirlo, furono di sdegno da parte della stragrande maggioranza degli amanti della saga, memori peraltro dello scarso successo (almeno relativamente alle aspettative) che l'undicesimo episodio dell'altra grande saga made in Square Enix, il già citato Final Fantasy, riscosse nell'Anno Domini 2002.
Certo, è arduo immaginare che un colosso come quello giapponese non impari dai propri errori, ma la deriva cui molti brand SE sono andati incontro negli ultimi anni non lasciava presagire nulla di buono.
In ultimo, l'annuncio di un progetto multipiattaforma (Wii e Wii U, con il 3DS per adesso spettatore) evocava, in un certo qual modo, quanto già fatto da Nintendo al lancio di Wii con The Legend of Zelda: Twilight Princess, che era visibilmente un titolo pensato e programmato per le capacità tecniche (e soprattutto per il sistema di controllo) di GameCube, e, come tale, pur riscuotendo larghi consensi tra la critica, ricevette un'accoglienza piuttosto tiepida, tanto da far indicare oggi il recente Skyward Sword come l'unico, vero Zelda su Wii.
Ma, con il passare dei mesi, in molti si sono almeno parzialmente ricreduti, perché, se è vero che potrebbe sembrare un suicidio commerciale modificare pesantemente una saga che ha sempre venduto benissimo, è d'altronde vero che spesso il cambiamento porta con sé insospettate potenzialità.

Tra antico e nuovo
E così, una dopo l'altra, sono giunte notizie rassicuranti per quanti sono restii ai mutamenti cui, giocoforza, anche l'industria videoludica sta andando incontro anno dopo anno: innanzitutto, pur incoraggiando calorosamente (ben più di quanto non facesse Dragon Quest IX) il gioco in cooperativa sfruttando una connessione di rete, l'avventura principale sarà perfettamente fruibile anche in single player, con la CPU che gestirà gli altri membri del nostro party, nuovamente reclutabili in tutte le taverne del mondo di gioco.
La caratterizzazione dei personaggi e del mondo nascerà ancora dalla matita del papà di Vegeta e Goku, e il bestiario trarrà a piene mani dalla più che ventennale tradizione della serie, affiancando qualche volto nuovo a personaggi che ormai sono entrati nella storia del videogioco (no Slime, no party, insomma) e rivedremo anche il flessibile job system implementato nel nono capitolo, ampliato, riveduto e corretto.
Accanto a questi capisaldi, una miriade di novità, perlopiù legate alla nuova natura del gioco, alle modalità di fruizione e al modo di rapportarsi con un mondo virtuale non più limitato al supporto, ottico o siliceo che fosse: sarà necessaria una connessione a Internet per entrare in Astortia, mondo suddiviso in cinque regioni, da ognuna delle quali proverrà una delle possibili razze per il nostro alter ego su schermo (non a caso il sottotitolo è Awakening of the Five Tribes), e cioè Orchi, Elfi, Nani, Wedi e Pukuripo, dotate di caratteristiche di base, abilità e valori peculiari.
La scelta non sarà quindi solo estetica, ma si rifletterà in maniera consistente sull'esperienza di gioco e sul prosieguo dell'avventura, che mai come in questa occasione si preannuncia longeva e ricca di contenuti, se è vero che Square Enix promette aggiornamenti settimanali con quest opzionali, un sistema di chat per interagire con gli altri giocatori e server stabili e capaci di portare nelle nostre case una fruizione scevra di lag e problemi di connessione (uno dei problemi più frequenti quando si parla di MMORPG).
Meno rassicurante il fatto che il progetto sia stato affidato a Yosuke Saito, nel cui curriculum figura il dimenticabile Nier, e che, vista la nebbia che ancora avvolge la nuova console Nintendo, al momento non sono state rilasciate informazioni ufficiali riguardo a come, di fatto, interagiranno gli utenti Wii e quelli della futura macchina: la data di uscita, comunque, è fissata per un generico TBA 2012 sulla macchina attuale, il che lascia ancora ampi margini di manovra alla casa produttrice.
Molte altre feature stuzzicano la fantasia, dalla possibilità di acquistare, arredare e personalizzare la propria dimora a quella di doversi rapportare ad un complesso sistema di “fama”, che garantirà notorietà a coloro che sapranno distinguersi sul campo di battaglia, passando per la ventilata (ma al momento non ancora confermata) presenza di più di quattro membri all'interno di un party, che darebbe vita a scontri davvero epici con boss giganteschi.
Dopo uno smarrimento iniziale, le comunità di appassionati sono in una fase di attesa critica, divisi tra la paura che uno dei brand più longevi e seguiti della recente storia videoludica si snaturi definitivamente e la curiosità di godere di una ventata di aria fresca, di cui, a nostro avviso, la saga aveva bisogno e che si è già intravista nell'ultimo lavoro su Nintendo DS.
Come sempre, il tempo sarà giudice supremo: le potenzialità non mancano, ma la posta in gioco è altissima, perché, dopo le alterne fortune della serie dei Chocobo, Dragon Quest rimane l'ultimo caposaldo della ricchissima tradizione ruolistica giapponese, nonché il marchio probabilmente più fruttuoso per la casa madre; tradire milioni di appassionati in tutti i continenti sarebbe deleterio tanto per Square Enix quanto per Nintendo, ma, con una base di fan virtualmente sconfinata, non è peregrino pensare che si potrebbe realizzare qualcosa di grandioso, sulla scia di quanto fatto da Blizzard in ambito PC con quel capolavoro chiamato World of Warcraft.

lunedì 19 dicembre 2011

Google Zeitgeist 2011


Come da consuetudine anche quest'anno è arrivato il momento di tirare le somme e spiare nelle ricerche degli italiani in Rete. Attraverso il Google Zeitgeist è stato facile entrare nella mente del popolo italiano e andare ad indagare su cosa li incuriosisce di più e cosa sognano.

L'interpretazione dei sogni al risveglio è irresistibile per tanti e fra i simboli apparsi durante le notti degli italiani si sono manifestate tante donne incinte - e fin qui speriamo che fossero bei sogni - passando però a incidenti stradali, sensazioni di smarrimento per le strade e in luoghi ameni, scarafaggi, serpenti e qualcuno ha persino sognato di annegare e fortunatamente anche di mangiare.

Fra le ricerche più frequenti ci sono in ordine la paura di sbagliare, vivere, amare e morire, guidare, impazzire, volare, screscere, cadere, ammalarsi.

Cosa avrà turbato a tal punto il 2011 degli italiani? La lista è lunga e i fatti di cronaca non sono stati da meno: sono milioni coloro che hanno ricercato approfondimenti sull'omicidio di Melania Rea, l'incidente mortale di Marco Simoncelli, sulla morte improvvisa di Amy Whinehouse, sulla vita di Gheddafi e che attratti dal fascino del gossip si sono documentati sulla salute di Lamberto Sposini.

Curioso da sapere è invece il significato della parola "default": molti italiani la sentono pronunciare da anni ma evidentemente ne ignorano il senso chiedendolo quindi a Big G.

Un po' di sano high-tech non guasta mai, ed ecco che l'iPhone 5 compare al terzo posto fra le keyword con popolarità crescente, preceduto però dalla Danza Kuduro, tormentone musicale dell'estate scorsa. A seguire troviamo invece Groupon, il sito di deal che sta spopolando in tutto il mondo già da qualche tempo.

Fra le notizie più cercate su Google News, dopo Melania Rea e Lamberto Sposini troneggia il Grande Fratello che a distanza di anni e anni sembra non stancare mai gli italiani, seguito da Salvatore Parolisi e Facebook.

Dal punto di vista geek gli italiani lasciano un po' a desiderare e fra i termini più cercati nella categoria "come fare" al primo posto c'è "uno screeshot", seguito da "fare soldi" e "fare backup". Un sandwich interessante.

Infine passando in tavola le ricette più cercate sono in ordine: cheesecake e pasta di zucchero seguite dal risotto con asparagi e subito si torna sul dolce con i macarons e i cupcackes.

Per allietare le proprie giornate con un po' d'intrattenimento - prima degli incubi notturni - gli italiani hanno cercato "Fast&Furious 5", "Il Grinta", "Final Destination 5", mentre in campo musicale la più ricercata è Laura Pausini con "Benvenuto" seguita da "Arriverà" di Emma Marrone e Modà, l'immancabile "Danza Kuduro" di Don Omar e al quarto posto un po' di rap con "Tranne Te" di Fabri Fibra, idolo dei ragazzini ancor più che dei teenager.

domenica 18 dicembre 2011

Nevica su Google!!!

Per la serie: Google colpisce ancora!!!!!!
Per farci gli auguri di Natale, gli ideatori di Google hanno deciso di far cadere la neve!
Basta digitare la frase "let it snow" sul motore e procedere alla ricerca.
Poco a poco inizierà a nevicare sul vostro desktop, fino a quando lo schermo non si appannerà del tutto. Poi tenendo premuto il tasto del mouse sarà possobile scrivere sullo schermo come si fa sui finestrini appannati delle automobili.
E per "sbrinare" e pulire tutto lo schermo basta cliccare sul tastino defrost che appare in alto verso destra!

Grazie Google e Buon Natale da parte di tutto il ns blog!

sabato 17 dicembre 2011

Ipad 3

Apple al lavoro sulla terza generazione del tablet che sta rivoluzionando l’uso della rete. Secondo voci autorevoli che circolano in rete in queste ore, l’azienda di Cupertino avrebbe già iniziato a fornire i componenti ai produttori cinesi per l’assemblaggio.

L’iPad 3, insomma, è in dirittura d’arrivo. I fan della mela non possono fare altro, nell’attesa, che immaginare come sarà la tavoletta di terza generazione. Si parlava settimane fa di uno schermo quasi Retina display - sempre da 9,7 pollici - con una risoluzione di 2.048×1.536 punti pari a 264 ppi prodotto da Sharp e non più da Samsung. Leggermente inferiore come risoluzione rispetto all’iPhone 4S, ma comunque super brillante. Una sorta di Retina display con tecnologia IGZO (indio, gallio, zinco) che, oltre a migliorare la qualità delle immagini, contribuisce anche a un design più sottile. Ci sarà poi, almeno si spera, una batteria con “un’aspettativa di vita” più lunga. Senza dimenticare le attese dell’iPhone 5 che, a questo punto, potrebbe uscire per la prossima estate o, al massimo, entro l’autunno del 2012.

martedì 6 dicembre 2011

Facebook vs Google+


Sono ormai passati sette anni da quando lo studente diciannovenne dell’Harvard University Marc Zuckerberg creò un sito di condivisione di file per agevolare le comunicazioni con i colleghi universitari: Facebook. Il nome stesso ormai significa per estensione social network, nonostante le sue origini prettamente “scolastiche” (il riferimento va agli annuari con le foto di ogni singolo soggetto, i facebook, che alcuni college statunitensi, all’inizio dell’anno accademico, distribuiscono ai nuovi studenti e al personale della facoltà come mezzo per conoscere le persone del campus). Nei mesi scorsi gli si è affiancato Google+, piccolo ma in rapida evoluzione.

Chi la spunterà?

Facebook ha avuto un’ascesa senza precedenti, raggiungendo ben 50 milioni di utenti in meno di quattro anni. “Senza precedenti” fino al 28 giugno 2011, quando il più grande antagonista di Facebook, Google, lancia il proprio social network: Google+. Il sito raggiunge 50 milioni di iscrizioni in soli 88 giorni, un ordine di grandezza in meno rispetto al più famoso rivale.

Comincia così la guerra tra le due piattaforme. Niente viene risparmiato: dalla chat alla condivisione di foto, dai tag alla gestione della privacy degli utenti, comincia una battaglia per decretare quale sito garantisca un servizio migliore. Facebook offre però la possibilità di creare profili anche di gruppi, associazioni, imprese e perfino personaggi immaginari. Lo stesso non poteva dirsi per Google+ fino a pochi giorni fa, quando il gigante di Mountain View ha annunciato di aver copiato il rivale anche in questo. Così ora troviamo anche i profili dei Muppets e della Pepsi.

Così, mentre noi persone comuni siamo divise nel decretare il trionfatore, gli esperti non hanno dubbi: per chi ne capisce davvero, Google+ è il vincitore. Pagine su pagine di Internet a elencare i pregi di questo sito, la gestione perfetta dei dati personali che ha il motore di ricerca, la praticità di avere un’unica pagina con una “vera” casella di posta, un dizionario, una mappa satellitare, un social network e altro ancora. Tutto ciò vince sugli ormai scontati aggiornamenti di Facebook, che rallentano il sito, intasano la chat e costringono gli iscritti ad aggiornare periodicamente l’account in modo da avere sempre garantita una privacy che non si sa quanto poi ci sia davvero.

Google+ risolve anche uno dei problemi creati dal rivale. Si è sentito spesso parlare negli ultimi anni di licenziamenti avvenuti dopo la pubblicazione di uno “stato” di Facebook o di impiegati trovati on line durante l’orario di lavoro. Invece Google pensa anche a chi ama intrattenersi con gli amici su Internet dalle 9 alle 18 o a chi vuole pubblicare frasi imbarazzanti sul proprio profilo: esiste infatti nel nuovo social network una funzione di suddivisione delle amicizie che permette all’utente di scegliere a quali contatti mostrare certi aggiornamenti e a quali no.

Mentre il povero Zuckerberg urla al plagio, Google si vanta di aver migliorato un servizio già funzionante e continua la cavalcata verso il successo. Nonostante questo, però, la storia insegna che le vie della moda sono infinite e, soprattutto, tendono a seguire quelle a loro volta più seguite, in un circolo vizioso che premia quasi sempre il concorrente più diffuso a scapito del più tecnicamente preparato: chi rinuncerebbe agli oltre 300 amici faticosamente conquistati su Facebook per spostarsi su una nuova piattaforma e ricominciare tutto daccapo? Forse è vero che Google+ è migliore di Facebook sotto tanti aspetti, ma a noi Italiani restii al cambiamento probabilmente serve ancora un po’ di tempo per accorgercene.

lunedì 5 dicembre 2011

Google Chrome è il browser più usato


Oggi Google Chrome è il browser più utilizzato. E' riuscito addirittura a battere Firefox, il browser che, tra tanto scalpore, aveva messo fine al predominio indiscusso di Internet Explorer.

Bisogna ricordare che, mentre IE era un browser esistente nel pacchetto di Windows, sia Firefox che Chrome sono due browser indipendenti, scaricabili gratuitamente e volontariamente. Milioni di persone hanno conosciuto la velocità di connessione, di download e il ricco parco di estensioni, fiore all’occhiello di Firefox. Ed oggi tutto questo viene superato da Google Chrome, decisamente più snello e anche più veloce.

C’è da attendersi una battaglia affascinante tra Microsoft e Google.

Va ricordato che IE mantiene ancora una quota di mercato del 40%.

In Italia Internet Explorer è il browser più utilizzato anche se la sua quota neglio utlimi due anni si è ridotta in modo considerevole. Infatti era al 59,25% nel settembre del 2009, mentre oggi è al 47%. Fireox è oggi al 28,21%, era al 30,49% due anni fa. Chrome oggi in Italia ha una quota pari al 18,22%, in netta crescita rispetto al 2009 quando faceva registrare una quota del 4,7%.

Negli Stati Uniti Internet Explorer continua a ad essere usato e mantiene una quota di mercato al 50,66%, in leggero aumento dal 50,24 anni% di un anno fa. Firefox mantiene il secondo posto sul 20,09%, rispetto al 26,75%. Chrome cresce fino al 17,3% dal 10,89%. Safari è al 10,76%, in leggero aumento dal 10,71%.

Anche nel Regno Unito, Internet Explorer è leader di mercato con 42,82%. Chrome è al 24,82% superando Firefox (20,56%) già dal mese di luglio. (Per altro singolo paese o di analisi regionale vedere StatCounter Statistiche globali).

E voi quale usate? Siete rimasti nostalgicamente legati a IE oppure avete provato nuove strade come Firefox o Chrome? Fateci sapere!

domenica 4 dicembre 2011

La Divina Commedia diventa iCommedia


La Divina Commedia di Dante non finisce mai di stupirci! Così, dopo le suggestioni del Tutto Dante di Benigni, ecco la nuovissima applicazione creata da Zanichelli per i dispositivi mobili Apple. iCommedia è un’opera quanto mai raffinata e completa e vale tutti i 19,99 euro necessari per acquistarla su App Store.

Nell’applicazione c’è l’edizione integrale, piena zeppa di note e introduzioni ai canti, a cura del dantista Riccardo Brusagli. La marcia in più è l’imponente corredo multimediale. Si legge il testo e si ascolta la voce di Ivano Marescotti che restituisce vita ai protagonisti della Commedia, mentre le musiche di Massimo Piani creano la giusta atmosfera e le illustrazioni di Angelo Monne li materializzano sul display. L’audio dei canti dura 800 minuti, mentre quello delle introduzioni altri 630 minuti.

Ivano Marescotti dà voce ai personaggi della Divina Commedia nell'applicazione iCommedia di Zanichelli

L’applicazione è ben ingegnerizzata e usabile. Permette di personalizzare la visualizzazione del testo, scorrere gli indici e leggere il testo integrale dell’opera, delle note e delle introduzioni ai canti, inserire i segnalibri e consultare le pagine preferite, fare una ricerca per indice e per parole o frasi. Gli aficionados dei social network possono condividere su Facebook e Twitter il testo selezionato.

La versione per iPad include la galleria delle immagini e le mappe interattive.